La nostra storia

E’ il 1981 quando Mogol dà vita a un sogno: radunare i cantanti più famosi e organizzare partite di calcio a scopo benefico. Gianni Morandi è il primo a credergli. Con loro ci sono Mingardi, Fogli, Tozzi, Pupo, Mengoli, Pino D’Angiò, Gianni Bella, Sandro Giacobbe e Oscar Prudente, assieme a Gianluca Pecchini, un giovane manager, laureato a Coverciano, innamorato del calcio e della musica. Gli inizi non sono facili: piccoli campi di periferia, centinaia di persone, difficoltà logistiche di ogni tipo. Ma i ragazzi non mollano, la gente capisce, si diverte, partecipa. Aumenta il pubblico e aumentano le adesioni. Nel 1984 arrivano Enrico Ruggeri e Eros Ramazzotti, la squadra approda a Marassi, lo stadio è pieno, nasce un gemellaggio con l’Ospedale Gaslini di Genova.

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Belgrado è la prima trasferta fuori dai confini. L’anno seguente arriva anche Luca Barbarossa. Nel 1987 la NIC diventa una Associazione, con Paolo Vallesi, Luciano Ligabue, Biagio Antonacci, Luca Carboni, Paolo Belli e altri protagonisti della scena musicale italiana. Il 1987 è anche l’anno di “Si può dare di più”, canzone nata tra pullman, alberghi e spogliatoio, con la quale Morandi, Ruggeri e Tozzi trionfano al Festival di San Remo. “Si può dare di più” diventa l’inno della squadra, aprendo la strada a molte collaborazioni artistiche: Mogol e Morandi già da anni avevano dato vita a un fortunato binomio, poi Francesco Baccini e Paolo Belli, Barbarossa e Ramazzotti. Quando dei musicisti cementano la loro amicizia si finisce per fare musica assieme….

Di partita in partita, nasce l’idea di organizzare un grande evento televisivo: si chiamerà LA PARTITA DEL CUORE. Il 3 giugno 1992 lo Stadio Olimpico di Roma saluta la Nazionale Cantanti con un tutto esaurito che frutta 321.273.000 milioni, devoluti all’Associazione Italiana contro le leucemie e all’Associazione donatori di midollo osseo. La Partita del Cuore diventa l’appuntamento classico tra la NIC e il pubblico televisivo: Palermo, Napoli, Milano (il Meazza registra il primo incasso superiore al miliardo). Gli avversari sono sempre di rilievo: Piloti, Campioni dello Sport, politici, arbitri, tutti vogliono partecipare al più grande progetto benefico del paese.

Nel 2000, però, la Nazionale Cantanti mette in atto un sogno rivoluzionario: una squadra di Palestinesi e Israeliani (assieme!) viene costituita per il ritorno a Roma, all’Olimpico. Sono presenti, con Pelé e Sean Connery, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e soprattutto Peres e Arafat (premi Nobel per la pace), due grandi protagonisti della scena medio Orientale del XX secolo. Sarà l’ultima volta che i due si incontreranno.

 

Foto abbraccio Givova

Poi arrivano gli anni Duemila: tante Partite del Cuore, grandi avversari, Rod Stewart, il Milan pluricampione, i piloti di Formula Uno, Alex Del Piero. E tanti cantanti che si aggiungono al progetto, da Cesare Cremonini a Omar Pedrini, da Gianluca Grignani a Raoul Bova, e poi Claudio Baglioni, Paolo Meneguzzi, Marco Masini, Povia, Neri Marcoré, Gigi D’Alessio, Simone Cristicchi e tanti altri.

E tante iniziative, in Italia e nel mondo. Molti della Nazionale prendono a cuore dei progetti e li seguono in maniera capillare. Niccolò Fabi è tra i più attivi, va in Tibet ad incontrare il Dalai Lama, è in Africa a toccare con mano povertà e disagio. In Africa e in Sud America c’è anche Andrea Mingardi. Enrico Ruggeri va a Sarajevo più volte (e scrive una canzone su quelle martoriate zone). Anche Paolo Belli è nei Balcani con Rock No War. Luca Barbarossa, Gianni Morandi e Mogol portano la loro solidarietà (e anche l’aiuto della NIC) in Iraq, toccando di persona la realtà della guerra.

Tutti hanno idee e contributi, voglia di fare e di intervenire. La NIC diventa molto di più di una squadra di calcio. A trent’anni dalla sua nascita c’è ancora lo stesso entusiasmo degli inizi, ci sono tanti ragazzi pronti a raccogliere il testimone, ci sono tante iniziative da portare a termine. Finché la gente sarà con noi potremo sempre fare di più.

Grazie a tutti.